VOLONTARI PROTEZIONE CIVILE PROVINCIA DI RIMINI

Coordinamento Associazioni di Volontariato di Protezione Civile della Provincia di Rimini

Erice e Zingaro 2007 - Campagna antincendio in Sicilia

Dopo l'esperienza dell'anno scorso che ci ha visti impegnati nella campagna di lotta agli incendi boschivi in Sardegna, nell'estate 2007 l'Emilia Romagna ha aderito ad un simile progetto nella Provincia di Trapani, in Sicilia; forse la Regione italiana più colpita dalla furia estiva dei piromani.


I nostri Volontari, insieme a quelli della Regione Friuli Venezia Giulia e della Provincia Autonoma di Trento, con mezzi ed attrezzature hanno raggiunto la struttura adibita a "Campo Base" il 9 luglio e turnando le forze sono rimasti presenti sino alla fine di agosto dando man forte al Corpo Forestale ed ai Volontari locali nell'avvistamento e nello spegnimento delle fiamme.


Naturalmente un'operazione che ha visto coinvolte tante Istituzioni e centinaia di Volontari provenienti da Regioni ed esperienze così diverse non era di facile gestione e qualche problema, soprattutto di carattere organizzativo c'è stato, ma alla fine i lati positivi credo abbiano ampiamente messo in ombra gli inevitabili errori. 

Io sono partito con quello che avrebbe dovuto essere l'ultimo turno nel periodo che andava dal 13 al 26 agosto (in realtà, poi è stato deciso di prolungare il servizio e dopo di noi sono arrivati altri Volontari che hanno proseguito ancora per una settimana). 


Il "campo base" era situato a Custonaci (località che si trova più o meno a metà strada fra i più famosi Paesi di Erice e San Vito lo Capo, in provincia di Trapani), in una struttura nata come ricovero per anziani, ma mai utilizzata, adattissima allo scopo, in quanto dotata di confortevoli posti letto, ampie sale ed una funzionale cucina. 


Il servizio consisteva prevalentemente nel posizionarsi in punti strategici di avvistamento, da cui osservare il territorio, avvisando le Autorità della presenza di eventuali pennacchi di fumo e, qualora ci fosse richiesto, intervenire coi nostri mezzi per lo spegnimento. 


Per qualche giorno ci siamo annoiati nel tran tran dei turni: servizio la mattina e riposo nel pomeriggio o viceversa, lunghe ore di permanenza nei punti di avvistamento tra ascolto delle comunicazioni radio, brevi tragitti di ricognizione in auto e chiacchierate con i Volontari in turno con noi e magari qualcuno ha anche pensato a quanto fosse inutile tutto ciò. 


Ma nei primi giorni della seconda settimana gli interventi attivi si sono succeduti con una certa intensità, sino alla sera del 22 agosto, quando, nonostante gli sforzi di alcune nostre squadre, la vegetazione di un'intera montagna, in prossimità del Parco dello Zingaro è stata distrutta dal fuoco. E l'emergenza è andata avanti, tanto da convincere le alte sfere del Dipartimento a prolungare la presenza dei Volontari di un'ulteriore settimana (come ho accennato prima). 


Le considerazioni in merito a questa esperienza sono tante ed io ne esprimerò alcune, consapevole di dare giudizi parziali, che valgono per me e non hanno la pretesa di rappresentare tutti i Volontari coinvolti. 


Comincio con la positività dell'integrazione, del confronto e della collaborazione fra gruppi di Volontari provenienti da Regioni diverse (se pensiamo che a volte non è semplice gestire persone di Associazioni diverse nell'ambito di un unico Coordinamento); in questo contesto che vedeva coinvolti i Vigili del Fuoco Volontari della Provincia Autonoma di Trento, autentici "Pompieri" che rappresentano in qualche modo il tratto d'unione fra il Volontariato e la professionalità, il Volontari del Friuli Venezia Giulia, ben preparati ed attrezzati, soprattutto per quanto riguarda l'A.I.B., noi Emiliano Romagnoli, con il nostro piccolo bagaglio di esperienze ed i Siciliani, con tanta buona volontà, ma una preparazione ancora tutta da inventare, ognuno si è inserito per quel che era … inventando anche sul momento attività non previste (come un breve corso sulle tecniche di spegnimento e l'uso dei D.P.I. tenuto dai Trentini a beneficio in particolare dei Siciliani). 


Gli appunti che potrebbero essere fatti a quest'iniziativa sono l'eccessivo numero di Volontari utilizzati, per cui ci si ritrovava in sette o otto persone per postazione di avvistamento (sarebbe bastata la metà) e la scarsa presenza di chi istituzionalmente eravamo andati a coadiuvare (quando siamo intervenuti sugli incendi non c'erano né Guardia Forestale né Vigili del Fuoco). 


Qualche piccolo disguido si è verificato anche nella fase preparatoria, ma credo che di cose piccole non valga la pena parlare. 


Ritengo sia utile ed importante continuare su questa strada, andare a portare la nostra disponibilità e le nostre piccole capacità là dove più c'è bisogno, ma l'investimento più proficuo credo sia la formazione del Volontariato locale; da troppi, in una Regione dove il lavoro scarseggia, la Protezione Civile è vista come un possibile sbocco professionale, troppo pochi sono i Volontari che hanno una preparazione tecnica adeguata. 


Certo sarebbe bello se ci fosse la possibilità per gruppi di giovani siciliani (o anche meno giovani) di effettuare un periodo di addestramento in Trentino, Friuli, o magari anche da noi! E' un'idea che nelle lunghe chiacchierate durante i servizi è venuta fuori più volte, ma chissà se potrà mai essere realizzata! 


Intanto guardiamo avanti e prepariamoci: la prossima estate saremo forse chiamati a svolgere il nostro servizio da qualche altra parte … speriamo di essere ancora in grado di rispondere positivamente.


Gabriele Bartolini



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